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giovedì 31 dicembre 2015

Il Monastero di Zavorda (Ossios Nikanor)

L'Aliacmone (Aliákmonas) è un fiume del nord della Grecia che sorge nella regione dell'Epiro, vicino la frontiera con l'Albania. È uno dei pochi fiumi greci ad aver quasi tutto il suo corso unicamente nel paese. Il fiume scorre per 297 km verso sud-est, poi verso nord-est, attraversa tutta la Macedonia ove si situa anche il monte Athos e sfocia nel golfo termaico, enclave del mar Egeo.

Monastery of Zavordas & Aliákmonas River

In ragione della secchezza del clima greco, le fonti di approvvigionamento d'acqua rappresentate dai fiumi sono state da sempre considerate come sacre sin dall'antichità. Il fiume è attualmente utilizzato per la produzione di energia elettrica (diverse centrali), lo sviluppo dell'agricoltura intensiva e la fornitura d'acqua di Salonicco, secondo porto greco dopo Atene.

Monastery of Saint Nicanor – Zavorda

L'Aliacmone si getta tra le foreste di montagna dai profumi mediterranei dell'Epiro e le fertili pianure della Macedonia (cereli, tabacco) che celano molti laghi. Nelle province di Pieria e di Kozani, costeggia delle cave di marmo bianco. Nei pressi del lago artificiale creato dalla diga di Aliacmone si situa il superbo monastero di Zavorda.

Monastery of Saint Nicanor – Zavorda

Non navigabile, l'Aliacmone permette tuttavia di praticare alcuni sport come il kayak, il rafting, il monoraft o l'hydrospeed. Si può anche pescare con la mosca. Per gli amanti della natura, il triplo delta dei fiumi Aliacmone, Axios, e Loudias, zone lagunari, è classificato come sito Ramsar. A dispetto del degrado dovuto alle infrastrutture fluviali, questo è un formidable osservatorio per gli uccelli, tra cui molte cicogne.

Monastery of Saint Nicanor – Zavorda

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lunedì 28 dicembre 2015

Il lago di Ocrida

Lin, Korçë, Albania

Il lago di Ocrida (in macedone: Охридско Езеро, Ohridsko Ezero; in albanese: Liqeni i Ohrit, più raramente Liqeni i Pogradecit (Lago di Pogradec) è uno dei maggiori laghi della penisola balcanica ed è considerato uno dei più antichi della Terra.

Lin, Albania

Il lago è situato ad un'altitudine di 695 m s.l.m., ha una superficie di 349 km² (370 km² è la superficie del lago di Garda) e la massima profondità raggiunge i 289 m.

Lin, Albania

Il lago appartiene per circa due terzi alla Repubblica di Macedonia e per il resto all'Albania.

Lin, Korçë, Albania

Le città principali sulla costa macedone sono Ocrida (Ohrid) e Struga mentre il centro più importante della parte albanese è la città di Pogradec.

Lin, Korçë, Albania

La sua origine risale a più di un milione di anni, il che ne fa il lago più antico d'Europa. L'età è stata determinata con studi effettuati su carote profonde, prelevate alla base dei sedimenti lacustri depostisi sul fondo del lago, prelevate in cinque luoghi del lago nel 2013, per un totale di 2000 metri di carote e pubblicati nel 2014 ad opera di un gruppo internazionale di studiosi.

Lin, Korçë, Albania

È il lago con il maggior numero di specie endemiche del mondo: 212 fra specie animali e vegetali; tra queste è nota la fauna ittica caratterizzata da un elevatissimo tasso di endemismo, che pertanto necessita di particolare tutela. Alcune specie di pesci endemiche del lago sono la trota del lago di Ocrida ed il carpione del lago di Ocrida. Per questo suo interesse naturalistico il lago è stato dichiarato patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1979.

Lin, Korçë, Albania

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giovedì 24 dicembre 2015

Lago Slano (Nikšić, Slansko Jezero)

Nikšić, Slansko Jezero

Il lago Slano di Nikšić occupa una superficie di 9 km². È situato ad ovest di Nikšić. È circondato da montagne dell’altezza di 2000m. Questa è un’oasi dalla complessa idrografia carsica.

Nikšić, Slansko Jezero

Il livello dell’acqua varia in dipendenza dalla stagione. Il più delle volte, a seguito delle precipitazioni autunnali, oppure in primavera dalle pendici montuose nelle vicinanze vi si precipita un’enorme quantità di acqua. Allora si può ammirare lo splendido spettacolo di cascate piccole e grandi, che rendono surreali questi paesaggi.

Nikšić, Slansko Jezero

Non è facile fare il giro del lago, visto che è molto ampio, con numerose isole e penisole. Purtroppo, non esiste una buona strada attorno al lago, anche se era prevista già da tempo. Tuttavia, cio’ richiede una complessa pianificazione che rappresenta una sfida.

Nikšić, Slansko Jezero

Il Lago Slano attrae con la sua splendente bellezza, l’acqua, la natura intatta, le specie vegetali ed animali. I pescatori vi possono vivere un'avventura particolare. Il lago è ricco di pesce, sicchè vi vengono spesso organizzate presentazioni turistiche e campeggi. Nei pressi del lago è situato il Centro di sport e ricreazione "Kovče Do".

Nikšić, Slansko Jezero

Il primo insediamento fondato nella zona risale molto probabilmente al IV secolo, quando vi si stabilirono i romani. Il primo nome del centro fu Anagastum, poi traslitterato come Onogost, che fu il nome della città durante tutto il Medioevo. Dopo essere stata controllata dai serbi per alcuni, nel 1373 Niksic cadde sotto il Regno di Bosnia, rimanendo un dominio della famiglia bosniaca dei Kosaca fino al 1448, anno dell’arrivo degli ottomani.

Nikšić, Slansko Jezero

Per oltre 4 secoli la cittadina rimase in mano musulmana, fino alla liberazione montenegrina guidata dal Duca Maso Vrbica del 1877. Con la cacciata dei turchi, Niksic avviò un’importante fase di sviluppo drasticamente interrotta negli ultimi cento anni dall’occupazione tedesca nel 1944 e dalle guerre jugoslave degli anni ’90.

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Mostar

Fondata nel tardo XV secolo dai turchi ottomani, Mostar era il centro amministrativo dell'impero nella regione dell'Erzegovina. L'Impero Austro-Ungarico annesse Mostar nel 1878. Dopo la I guerra mondiale la città a partire del 29 ottobre 1918 divenne parte dello Stato degli Sloveni, dei Croati e dei Serbi (DSHS), con la capitale a Belgrado, e quando questo il 1º dicembre 1918 fu unito al Regno di Serbia, fu formato un nuovo stato unitario, detto Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni (KSHS), denominato più tardi Regno di Jugoslavia. Durante la seconda guerra mondiale la città fece parte, come il resto dei territori dell'attuale Bosnia ed Erzegovina, dello Stato Indipendente di Croazia, controllato dai nazifascisti.

Mostar, Il ponte medievale

Dopo la seconda guerra mondiale la città entrò a far parte della Repubblica Popolare di Bosnia ed Erzegovina, che fu una delle sei repubbliche che componevano la Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. In quegli anni furono costruite varie dighe per sfruttare l'energia idroelettrica della Narenta.

Mostar

Tra il 1992 e 1993, dopo che la Bosnia ed Erzegovina in seguito ad un referendum popolare in base all'allora vigente Costituzione della Jugoslavia di Tito dichiarò l'indipendenza, la città fu soggetta ai bombardamenti e ad un assedio lungo nove mesi.

Mostar

Le truppe serbe e montenegrine, appoggiate dall'Esercito Popolare Jugoslavo (JNA), bombardarono per la prima volta Mostar il 3 aprile 1992 e nelle settimane successive presero il controllo di gran parte della città. Oltre a causare immense sofferenze alle popolazioni locali, i tiri d'artiglieria danneggiarono o distrussero diversi bersagli civili. Tra questi ci furono un monastero cattolico, quello dei francescani, OFM, la locale cattedrale cattolica della Beata Vergine, Madre della Chiesa, il palazzo del vescovo cattolico con l'annessa biblioteca di 50.000 volumi, come pure vari luoghi di culto musulmani (la moschea di Karadžoz-beg, quella di Roznamed-ij-Ibrahim-efendija e dodici altre).

Mostar

Pochi giorni dopo l'attacco subito, l'8 aprile, i croati d'Erzegovina insieme ai bosniaci musulmani formarono il Consiglio di Difesa Croato (Hrvatsko Vijeće Obrane, HVO) per affrontare le truppe serbe e montenegrine e l'Esercito Popolare Jugoslavo. Più tardi, in quello stesso anno venne fondato a Mostar pure il IV Corpo dell'Esercito della Bosnia ed Erzegovina (Armija Bosne i Hercegovine), principale formazione militare dei bosniaci musulmani. Il 12 giugno le forze dell'HVO, assieme a formazioni più piccole composte da bosniaci, ammassarono abbastanza uomini e armi da costringere le truppe serbe e montenegrine e quelle del JNA a uscire da Mostar. Durante l'assedio che ne seguì, la città continuò ad essere bombardata da postazioni sulle montagne ad est, rimaste in mano delle truppe serbe e montenegrine e del JNA. Nel 1993, i croati bosniaci e i bosniaci musulmani cominciarono una lunga lotta per il controllo di Mostar. I croati lanciarono un'offensiva il 9 maggio durante la quale bombardarono senza tregua il quartiere musulmano, riducendolo in gran parte in rovina, comprese numerose moschee e case del periodo ottomano. Durante la guerra i croati crearono dei campi di concentramento per i musulmani e lo stesso fecero i musulmani per i croati.

Mostar

Il ponte di pietra del XVI secolo fu distrutto il 9 novembre dal fuoco di un mortaio croato. Nel 2004 ne è stata completata la ricostruzione, contestuale al recupero dell'intera città vecchia, che è stata iscritta dall'UNESCO nella lista dei siti dichiarati Patrimonio dell'umanità. Un cessate il fuoco fu firmato il 25 febbraio 1994. La città rimase divisa tra croati e bosniaci, e solo nel 1996 fu ristabilita la libera circolazione da una parte all'altra della città.

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